Grazie a Miuccia Prada (e alla sua collezione Primavera/Estate 2009) tirare fuori i vestiti dalla lavatrice e indossarli senza passare dal ferro da stiro non si chiamerà più “non aver voglia di stirare i vestiti”. Si chiamerà “essere concettuali“.
Scusateci. Al di là di ogni battuta scontata: questa donna è un genio.
Ci sono delle coppie riconosciute, globalmente, con la classica formula “finché morti non ci separi”.
Al club, da pochi mesi, sono entrate a far parte anche Ellen De Generes e Portia Rossi (sposate lo scorso agosto). Questo, in linea di massima, cosa comporta?
Ad esempio di non cedere alle tentazioni, specie se a proporle è tale Pamela Anderson. Rovina Famiglie.
Occuparci della riforma scolastica dal Ministro Gelmini, non è certo affar nostro. Di fatto, oltre al tormentone “gli insegnanti guadagnano troppo poco”, già si risente quello relativo ai libri. Troppi cari.
Tale Alessandro Ronchi ha lanciato una petizione a tal proposito, proponendo al governo un investimento sulle licenze FDL.
Non è detto che il raggiungimento dello status “pensionato” coincida con lo spegnimento delle attività lavorative. A volte si ipotizza anche uno standby, in attesa di ritornare. Come SuperMan. Contro un gigante. Come Google, ad esempio.
Quando un giornalista non può essere più considerato libero? Secondo Corrado Formigli si verifica questa situazione nel momento in cui il professionista in questione frena autonomamente la ricerca delle notizie. Inutile, secondo il noto collaboratore di Santoro, dare la colpa ad un editore.
Vero è che non sempre si può godere del privilegio dell’autocensura. Capita, come già si disquisiva giorni fa qui, che il silenzio venga imposto. Come è successo a Raja Petra Karamudin, blogger malese a cui è stato proibito di scrivere dopo aver condizionato (secondo Beppe Grillo, che dal suo blog ne da notizia) l’opinione pubblica.
Quanto successo a Raja è evidentemente grave. Forse, tanto quanto, pensare che la rete possa influire sulla coscienza delle persone. Che sia un politico o un comico a dirlo, poco conta.
È ufficiale. Esiste una fase preparatoria al rehab (status su cui, la sempre fatta, Amy Winehouse ha costruito la propria figura mediatica).
L’iter è più o meno il seguente:
1_Pubblicazione di un brano destinato ad essere un successo.
2_Partecipazione agli Mtv Music Awards, durante i quali la cantante (in rehab ci sono pochi, davvero pochi, maschi) fa già sapere di essere pronta a baciare una propria collega. O qualcosa che ci assomigli a questo profilo lavorativo.
3_Uscita pubblica con un abito che definire imbarazzante è quasi riduttivo.
4_Messa on line di foto/video che testimoniano una propria dipendenza. Anche solo per il cattivo gusto.